venerdì 6 novembre 2009

Il cachi

Ai bordi del viale asfaltato
sembra una foto in bianco e nero
quel piccolo orto.

Accarezzate dal vento
le fronde spoglie oscillano
dolcemente e senza fretta,
ricordando della sedia a dondolo
il lieve movimento.

Con i suoi frutti colorati
solo il cachi vanitoso
sembra godere del suo tempo:
come un albero di Natale addobbato
urla all’autunno
il rinnovarsi della vita.

Buba

martedì 3 novembre 2009

La tabaccaia



Ha le dita nodose, la tabaccaia.
Si alza presto la mattina
ha già lo strofinaccio in mano,
pulisce di buona lena
e attende l’andirivieni dei clienti.

Conosce tutte le loro storie, la tabaccaia.
Con lei si confidano,
è come una vecchia zia:
ha una buona parola per tutti.

Li scalda col suo caffè,
parla del tempo e del freddo che fa;
fuori dal suo locale miagolano
i gatti,
- una piccola colonia romana,
la sua colonia -
si defilano, mentre la città
si risveglia e fa rumore.

Consola i clienti con poco, la vecchia tabaccaia.
Allunga con una mano piccoli pacchetti
di vizi da fumare
e con l’altra
le carte della fortuna da grattare…

Buba


giovedì 29 ottobre 2009

Déjà vu

Corre il déjà vu,
treno veloce
senza fermate intermedie,
frustata sulla pelle
di sensazioni
già vissute
e intrecciate
come la trama
della rete da pesca.

Sospesa tra terra e cielo
mi ritrovo:
aspetto una bava di vento
che mi faccia volare
come un aquilone,
dimenticando la mia solitudine.

Riponi le reti bagnate,
esperto pescatore di speranze,
legami al tuo braccio,
dammi filo
e io mi librerò nel cielo…

Buba

lunedì 26 ottobre 2009

Gli amanti


Sono ladri di ore, gli amanti,
avidi del tempo
che si dilata e aderisce
alle pareti della stanza
come consunta carta da parati.

Perduti in languidi sospiri,
danzano ritmati
sulle note della passione
e naufragano
tra le onde violente,
che si infrangono
sui loro corpi intrecciati.

Si amano, gli amanti,
ma non si appartengono:
sono come ombre
che si incontrano
di nascosto nella notte
e sbiadiscono
alla prima luce del giorno…

Buba

sabato 24 ottobre 2009

La dannazione dei poeti



E' giunto per il pittore il momento
di riporre i pennelli. Sfumano
i caldi colori autunnali
tra goccioline fitte di bruma,
l’odore di terra e di foglie morte,
mentre la mente modella
i ricordi del passato
come fossero creta e inizia
la dannazione dei poeti...

Buba

Un racconto della mia amica Maria,
da condividere con voi....

(http://matawa.maciste.it)

Milady e Messere


Ieri mattina, in veranda, una grande discussione: Milady Estate bisticciava con Messer Autunno:

“Ti prego! - diceva - Fammi restare ancora in tua compagnia - Io sono regina di mille colori, ma anche i tuoi mi piacciono: così ambrati! così tenui e a volte così decisi! E… guarda gli umani come sono felici: ancora non devono accendere i caloriferi e passeggiano sbracciati e festosi mangiando gelati!!,,

“No, basta!- rispondeva l'Autunno- Lo sai: io ti amo, ti ho lasciato fare, e, anche se era il mio momento, sono stato in disparte a guardarti mentre continuavi la tua danza sui miei giorni, ma.. sono geloso! Ti ho vista, ieri, fare la civetta con quel surfista che non si dava per vinto: io soffiavo sulle onde e tu riscaldavi il mio soffio per fargli piacere! Avanti! Non puoi più indugiare! Guarda le foglie: sto finendo tutti i colori. Finiti i gialli, gli ocra, gli arancioni. Finiti i porpora, gli amaranto e i rossi pieni di malinconia come gli amanti in un lungo ultimo abbraccio. Ti prego, non insistere! Tira fuori le valigie: prendi i tuoi vestiti leggeri e variopinti, tutti i fiori di cui gli umani ti hanno ringraziato, lo scompiglio e gli schiamazzi spensierati delle spiagge e dei cortili e vai.. Guarda nella mia tavolozza i colori rimasti: i bruni e i castani, gli indaco e i piombo e.. guarda a ponente, le nubi nere incalzano e il vento gelido e tagliente reclama i suoi diritti ! Fuggi! E vai in fretta: non voglio che ti ammali! Quando ritornerai.. aspettami: ci troveremo ancora qui.. a condividere questi strani giorni, e ci ameremo fondendoci in un’unica, nuova e irripetibile stagione e.. non temere: io ti sarò fedele! “

Milady, non ancora rassegnata, prima mise il broncio borbottando, poi tentò Messere in un ultimo sospirato e disperato abbraccio.. poi silenzio..

Tesi l’orecchio, curiosa di scoprire se Milady fosse riuscita nel suo intento, ma un incalzante e inesorabile ticchettio copriva ogni altro rumore..

Mi affacciai in veranda.

Milady era sparita: restavano solo Messere Autunno che piangeva e le sue infinite lacrime di pioggia sulle mie piante.

Meri

mercoledì 21 ottobre 2009

Premio Tirinnanzi 2009 - I vincitori

Ecco i vincitori del prestigioso Premio città di Legnano Giuseppe Tirinnanzi 2009.
Non ho molto da dire.
Ci sono le foto, una breve biografia degli autori, le motivazioni della giuria, i testi e la traduzione in italiano relativa al componimento della sezione dialettale.

A me sono piaciute per la delicatezza con la quale gli autori hanno affrontato i temi scelti.
Cliccate sulle immagini per ingrandire e buona lettura.

Buba







lunedì 19 ottobre 2009

La panchina



Attraversiamo il parco
odoroso d’autunno,
mano nella mano
io e miei pensieri,
e sotto i nostri piedi
le foglie morte
scricchiolano lievi.

Ci sediamo in silenzio
sulle cigolose assi di legno
consunte della vecchia panchina,
alcova e confidente di innamorati
e dei loro sussurri, ritrovo
di vecchi, di bambini e di fiabe.

In silenzio, mi riposo un pochino,
mi aggiusto il bavero della giacca;
fa così freddo
a quest’ora del giorno…

Buba

sabato 17 ottobre 2009

Premio Tirinnanzi 2009 - Il Travet




Questa è l'altra poesia che ho presentato al concorso.
La prima parte è incalzante, fredda, prettamente descrittiva, per rendere l'idea di quanto sia interiormente "povero" il protagonista.

Descrive un comune impiegato moderno inaridito dal frenetico menàge quotidiano della metropoli. Per colpa sua (e di nessun altro !) è portato a vivere in maniera abitudinaria le sue giornate, ingrigendosi sempre di più. Non si mette mai in discussione, non si confronta mai con gli altri (anzi, sembra quasi che gli diano fastidio): non dà e quindi non riceve.I sentimenti li ha, ma non riesce ad esternarli. Diventa quindi la caricatura di se stesso e ne soffre. Hai quasi pena per lui e vorresti scuoterlo.

Chissà se l'innarrestabile Forza della Vita prima o poi gli darà il coraggio di volare....


Il travet



"... è la vita che, passando sporca un po' le dita...."
[R. Zero - Marciapiedi]


Ai tempi di mio padre
mi avrebbero chiamato travet.
Camicia bianca inamidata,
mezze maniche nere a vestire
diligenza e puntualità.

Cravatta al collo come cappio,
valigetta consunta nella mano,
clangore ferroso del tram.

Gente che sale e che scende,
aria viziata la mattina,
il cartello “vietato sputare”
e giornate tutte uguali,
come il refrain di una vecchia canzone.

E’ la mia vita,
la vita di un travet moderno.
Sguardo basso
e mani nelle tasche.
E’ la vita di un triste rabdomante meneghino che,
in fondo in fondo,
cerca solo il coraggio di volare.

Buba


martedì 13 ottobre 2009

Premio Tirinnanzi 2009 - La barchetta di carta



Domenica prossima 18 ottobre saranno proclamati i vincitori del prestigioso concorso di poesie "Premio di Poesia Città di Legnano Giuseppe Tirinnanzi".

Anche quest'anno ho partecipato con due componimenti, come da regolamento.
Posso già postare le mie poesie in quanto sono già state selezionate le poesie finaliste sia in italiane che in dialetto lombardo tra le 2468 inviate e siccome le mie non sono state scelte, non rischio di violare il regolamento.
Ecco la prima delle due.

E' una poesia semplice e autobiografica, scritta volutamente in maniera un po' infantile per enfatizzarne il contenuto. Con gesti semplici vengono caricate paure ed ansie su una barchetta di carta, che poi prende il largo scomparendo all'orizzonte.
Tratta due temi a me molto cari : quelli del rinnovamento e della rinascita, la mia. Senza paura ed ansia si ritorna a vivere la Vita vera. Assecondandola ed affidandomi ad essa senza opporre resistenza, sono rinata e sono quella che tutti voi oggi conoscete.....

LA BARCHETTA DI CARTA



"Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio.
Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. E' scoppiata tutto d'un colpo."
[Alessandro Baricco, Oceano Mare]

Ho strappato con cautela
un foglio di carta
da quel vecchio quaderno
trovato in soffitta.
L’ho scelto a quadretti,
perché mi piace la matematica:
invertendo l’ordine degli addendi
il risultato non cambia.

L’ho piegato lentamente,
con arte, quella antica
e orientale degli origàmi;
ho adagiato sul pelo d’acqua del ruscello
una piccola barchetta di carta.

La corrente l’ha subito trascinata via.
L’ho rincorsa, correndo a piedi nudi
sull’umida terra contadina.
Fragile, incerta,
sembrava affondare
per poi ricomparire,
sfidando i tratti
dove la corrente è più ripida:
una nave mercantile
sulla Via della Seta.

Ma la mia piccola barchetta di carta
non conteneva tessuti preziosi,
bensì mille paure;
l’ho seguita a perdifiato con lo sguardo
e alla linea lontana dell’orizzonte
l’ho vista pian piano sparire…

Buba

domenica 11 ottobre 2009

Poesie in vetrina


(foto : www,jwwaterhouse.com)

Accolgo con gioia l'invito di Stella a recensire le poesie che lei sceglierà e pubblicherà sul suo blog .

La recensione che posterò di volta in volta potrà servire sia come arricchimento alla composizione scelta, che come motivo di confronto e approfondimento nel caso in cui venisse interpretata in maniera diversa dal mio punto di vista.

Stella, grazie ancora....
Ci vediamo anche di là....

UNA FINESTRA SU UN MARE DI POESIA

Buona ispirazione a tutti !
Buba


sabato 10 ottobre 2009

Premio Stella




Grazie Stella per il premio !
Ho prelevato quello che che mi ha colpito di più....

Un abbraccio.
Buba

giovedì 8 ottobre 2009

La processione



Ho fame
della forza della Vita
nascosta nei ritagli
del mio tempo,
mentre il giorno
lento si consuma,
come il lumino,
che acceso osserva
della processione religiosa
il transitare.


Mi ravviva la speranza
quella fioca luce,
nel silenzio sospeso
della prece;
e paziente attendo
della primavera il divenire,
come l’uccellino attende
il momento di migrare.


Buba



(grazie a Tajpan Ken per la foto)

martedì 6 ottobre 2009

Mattina d'autunno




Si ode da lontano
delle campane
il rintocco,
che i campi attraversa
e nella bruma ottobrina
si confonde.

Mi risveglia così,
lontano e vellutato
quel suono che mi desta
come lieve carezza.


E accolgo
il nuovo giorno che nasce....

Buba


sabato 3 ottobre 2009

4 ottobre 1997 - 4 ottobre 2009 Anniversario di Matrimonio Buba&Gnomo



Come il sole e la luna
(dedicata a gnomo-dispettoso per il nostro anniversario)



Ssst,
non fare rumore,
sta nascendo
un nuovo giorno...

Dietro a noi
restano
solo le impronte
dei ricordi
dei veri rari momenti
vissuti
tra la banalità
di giornate
tutti uguali.

Cammina con me
sul sentiero
della Vita:

sarò come il sole invadente,
per dar luce
ai tuoi momenti bui,
e tu sarai la mia luna discreta,
compagna fedele
delle mie solitudini…

Buba



giovedì 1 ottobre 2009

Pensieri nascosti




Perduto
nel vortice
delle tue riflessioni,
chiudi le persiane
dell’anima.

Ed è subito buio.

Silenzioso ed assorto
posi lo sguardo
al di là del vetro
trapassando
la sua trasparenza.

Null’altro cogli
oltre la finestra,
se non il nulla
in cui ti abbandoni
e nascondi quei pensieri,
convinto
che sia più comodo
dimenticare…

Buba

domenica 27 settembre 2009

Un autobus chiamato desiderio





Cronache pendolari di ordinaria follia

Ciò che è accaduto giovedì 24 settembre è così assurdo e nello stesso tempo esilarante, che anche il quotidiano IL GIORNO ha voluto dedicare un trafiletto all’evento.

Giovedì pomeriggio sono uscita prima dall’ufficio perché avevo un impegno.
Giunta a Cadorna MI sono salita sull’autobus delle 17,10.
Dopo neppure 15 minuti l’autobus si è fermato: si è rotto il serbatoio e il carburante ha iniziato a sgorgare sull’asfalto.

Giù tutti.
Imprecazioni a mezzi denti.
Sc@zzo.

Abbiamo aspettato l’autobus successivo, già pieno di passeggeri, che è giunto 10 minuti dopo.
Siamo saliti, pensando che - vabbè - tutto sommato l’imprevisto si era risolto senza tanti problemi.
Peccato che a metà autostrada anche il secondo autobus ha iniziato a dare problemi (mi sembra di aver capito che non funzionasse più la pompa dell’acqua).

Giunti all’uscita dell’autostrada Legnano siamo dovuti scendere giù di nuovo tutti: sguardi inferociti al conducente, povero capro espiatorio, a seguire imprecazioni a voce alta (dall’appendice del vocabolario “Zingarelli” : vecchi modi di dire degli scaricatori di porto di Mazara del Vallo).

Ci siamo avviati mestamente a piedi, il mio impegno purtroppo era ormai saltato, ma per fortuna il morale è rimasto alto.
Si sa, mal comune mezzo gaudio !

Buba

sabato 26 settembre 2009

Sembra solo ieri



Accarezzo
le pagine sgualcite
di un diario,
semplici fogli di carta,
che recano impresse
parole di vita,
scritte con l’intento
di fermare il tempo…

In questa stagione
ricca di colori sfumati,
che richiama
i primi dolorosi accenni
di introspezione,
assaporo solo
un
consapevole
retrogusto amaro;
sembra solo ieri, invece
stringo il niente
tra le mani….


Buba


.....



Poeticamente dedicato a tutti coloro che insistono a fare copia & incolla delle frasi delle mie poesie in google per vedere se sono copiate......

giovedì 24 settembre 2009

Girotondo



Mi prendi per mano
in questo girotondo
allegro
salterino
io e te
insieme
come bambini…

Finalmente
un attimo di pace
una goccia
di respiro.

E’ tardi
lo so
è ora del riposo.

Capelli sparsi
sul cuscino
pecorelle da contare
sogni d’oro
da accarezzare.

Sistemo le coperte,
spegni la luce….
domani è un altro giorno
domani è speranza,
domani…
un altro girotondo.

Buba

lunedì 14 settembre 2009

La vendemmia



15 settembre 2009
Dedicata a Gnomo-dispettoso per i suoi 45 anni !


Una persona è l'insieme di ciò che ha vissuto... Tutte le esperienze, positive e negative servono a crescere. Non si finisce mai di imparare nella vita, ma a 45 anni ci si può permettere di fermarsi un attimo a tirare il fiato, a raccogliere i frutti di tante fatiche, come nella vendemmia: l'autunno ormai alle porte con la sua luce e i suoi colori caldi e l'introspezione malinconica dell'inverno ci accompagnano alla rinascita a primavera. Sì, perchè si rinasce, continuamente. Per guardare la vita con gli occhi da bambini.
Buon compleanno...



Con un sottile pennello
imprimo
vivaci colori
sulla tela;

i fili d’erba
si piegano,
pettinati dal vento,
la luce del giorno
si fa sempre più corta.

Vieni,
è tempo di vendemmia;
raccogli i tuoi frutti
in questo giorno di festa;

prendimi per mano,
e conducimi…
qualsiasi luogo
con te
lo chiamerò casa…

Buba
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